Osteopatia e postura: come riequilibrare il corpo e alleviare il mal di schiena

Osteopatia e postura: come riequilibrare il corpo e alleviare il mal di schiena

A cura del Dott. Alessandro Bettin

Il mal di schiena rappresenta una delle principali cause di limitazione e riduzione della qualità di vita
nella popolazione adulta.
Secondo i dati epidemiologici, la maggior parte delle persone sperimenterà almeno un episodio di lombalgia nel corso della vita.
Le cause, tuttavia, raramente sono riconducibili ad un singolo fattore.

Sedentarietà, carichi lavorativi prolungati, stress, ridotta attività fisica, sonno insufficiente e
precedenti episodi dolorosi possono contribuire a modificare il modo in cui il corpo gestisce movimento e carichi.
In questo contesto, l’osteopatia può inserirsi come approccio integrato volto a migliorare la funzionalità del sistema muscolo-scheletrico e favorire una migliore capacità di adattamento dell’organismo.

Nel linguaggio comune si tende spesso a fare l’associazione postura = posizione “corretta” o “scorretta” ma le moderne evidenze scientifiche suggeriscono una visione più ampia: la postura può essere definita come l’insieme delle strategie adottate dal corpo per mantenere l’equilibrio nello spazio, sia in condizioni statiche sia durante il movimento. Per molti anni il dolore lombare è stato attribuito quasi esclusivamente a squilibri posturali o alterazioni biomeccaniche ma oggi sappiamo che il dolore è un fenomeno molto più complesso a cui non si può attribuire una correlazione lineare
tra specifiche posture e comparsa del dolore.
Si tratta quindi di un processo dinamico, continuamente influenzato da diversi sistemi: muscolo-scheletrico, vestibolare, visivo, propriocettivo e cognitivo / emotivo.

In questa visione, il nostro organismo modifica costantemente l’organizzazione posturale per adattarsi alle richieste ambientali e funzionali passando così dal concetto di “postura perfetta” al concetto più ampio e integrato di “capacità di adattamento”.
Questo non significa che la postura sia irrilevante, ma che debba essere interpretata all’interno di un contesto multifattoriale e tra gli elementi che possono contribuire al mal di schiena troviamo:
 diminuzione della mobilità;
 decondizionamento fisico;
 ridotta tolleranza ai carichi
 strategie motorie poco efficienti;
 fattori psicologici e stress prolungato;
 precedenti esperienze dolorose.
Per questo motivo la valutazione deve essere centrata sulla persona e non esclusivamente sul sintomo, nel paziente con mal di schiena l’obiettivo non è individuare un’unica struttura responsabile del dolore ma analizzare i fattori che possono influenzare il funzionamento del sistema.
Durante la valutazione vanno considerati: mobilità articolare, qualità del movimento, controllo motorio, distribuzione dei carichi, strategie compensatorie e storia psicofisica del paziente.
Gli effetti ricercati comprendono: miglioramento della mobilità, modulazione delle tensioni
muscolari, miglioramento della percezione corporea, facilitazione del movimento e riduzione della
sintomatologia dolorosa.

La letteratura scientifica evidenzia come il trattamento manuale abbia benefici limitati nel lungo
termine se non viene integrato con esercizio terapeutico e/o attività fisica regolare, educazione del
paziente, strategie di gestione dello stress e miglioramento delle abitudini quotidiane.
Più che inseguire una postura perfetta, l’obiettivo dovrebbe essere sviluppare un organismo più
efficiente, resiliente e capace di tollerare meglio i carichi della vita quotidiana in un contesto in cui
aspetti biologici, funzionali e comportamentali interagiscono continuamente.

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