Osteopatia e cervicalgia: come gestire il dolore cervicale

Osteopatia e cervicalgia: come può aiutare a gestire il dolore cervicale?

A cura della Dott.ssa Sessi Elena – Osteopata

Il dolore cervicale, comunemente definito cervicalgia, è un disturbo molto frequente che può influenzare la qualità della vita, il sonno, il lavoro e le normali attività quotidiane.

La cervicalgia interessa il tratto cervicale della colonna vertebrale, costituito dalle prime sette vertebre, da C1 a C7, e può manifestarsi con dolore e rigidità del collo, difficoltà nei movimenti e, in alcuni casi, sintomi associati come mal di testa, tensione muscolare o dolore che si irradia verso spalle e arti superiori.

Le cause del dolore cervicale possono essere diverse e non sempre il dolore è riconducibile esclusivamente a un problema localizzato nella zona cervicale. Per questo motivo, un approccio globale alla persona può essere utile per comprendere quali fattori possano contribuire alla comparsa o al mantenimento del disturbo.

Cos’è la cervicalgia?

Con il termine cervicalgia si indica il dolore localizzato nella regione cervicale della colonna vertebrale.

Può comparire improvvisamente, ad esempio dopo un movimento brusco o un trauma, oppure svilupparsi progressivamente nel tempo.

In alcuni casi il dolore cervicale è associato a una riduzione della mobilità del collo, a tensione muscolare o a disturbi che coinvolgono altre regioni del corpo.

È importante ricordare che il dolore al collo può avere origini differenti. Per questo motivo, prima di impostare qualsiasi trattamento, è fondamentale effettuare una corretta valutazione della persona e, quando necessario, un approfondimento medico.

Quali possono essere le cause del dolore cervicale?

Le cause della cervicalgia possono essere molteplici e spesso diversi fattori contribuiscono contemporaneamente alla comparsa o al mantenimento dei sintomi.

Tra quelli più frequenti troviamo:

  • posizioni mantenute a lungo, soprattutto durante il lavoro al computer o l’utilizzo di smartphone e tablet;
  • sedentarietà e ridotta attività fisica;
  • sovraccarichi fisici o sportivi;
  • tensioni e affaticamento muscolare;
  • stress e fattori psico-emotivi;
  • alterazioni degenerative, come l’artrosi cervicale;
  • problematiche discali, come protrusioni ed ernie;
  • traumi, come il colpo di frusta o traumi sportivi;
  • problematiche che coinvolgono la regione mandibolare e l’apparato stomatognatico;
  • alterazioni della mobilità e della funzionalità della colonna dorsale e della gabbia toracica.

Anche le abitudini quotidiane possono contribuire al mantenimento del disturbo: poche ore di movimento, posizioni statiche prolungate, stress, scarsa qualità del sonno o una gestione non adeguata dei carichi fisici possono influenzare la percezione del dolore e la capacità del corpo di adattarsi alle sollecitazioni.

Per questo motivo, nella gestione della cervicalgia non è sempre utile concentrarsi esclusivamente sul punto in cui compare il dolore.

Cervicalgia: quali sono i sintomi associati?

Il dolore cervicale può essere accompagnato da altri disturbi.

Alcune persone riferiscono, ad esempio, mal di testa associato alla tensione della muscolatura cervicale. In altri casi possono comparire dolore e rigidità nella zona delle spalle o una sensazione di tensione che si estende verso la regione dorsale.

È importante distinguere le diverse tipologie di cefalea: la cefalea tensiva, la cefalea cervicogenica e l’emicrania sono condizioni differenti e richiedono una corretta valutazione.

Anche sintomi come formicolii, perdita di forza, alterazioni della sensibilità o dolore irradiato verso il braccio meritano particolare attenzione e possono richiedere un approfondimento medico.

Prima di trattare la cervicalgia: l’importanza della valutazione

Non tutte le cervicalgie sono uguali e non tutte necessitano dello stesso tipo di trattamento.

Per questo motivo, l’approccio osteopatico alla cervicalgia parte dall’ascolto della persona e da un’anamnesi accurata, seguita da una valutazione funzionale.

Quando necessario, l’osteopata può indirizzare la persona verso il medico o verso un altro professionista sanitario per un approfondimento diagnostico.

La presenza di determinati segnali o di una sintomatologia che richiede ulteriori accertamenti deve infatti essere valutata dal medico prima di procedere con il trattamento manuale.

Osteopatia e cervicalgia: come può aiutare?

L’osteopatia propone un approccio globale alla persona.

L’obiettivo della valutazione non è concentrarsi esclusivamente sulla zona dolorosa, ma comprendere come il tratto cervicale interagisca con le altre strutture e quali fattori possano contribuire alla comparsa o al mantenimento dei sintomi.

Durante la valutazione osteopatica possono essere considerati, in relazione alle caratteristiche della persona:

  • il tratto cervicale;
  • la colonna dorsale;
  • la gabbia toracica;
  • il cingolo scapolare;
  • la regione cranica;
  • la mandibola;
  • la mobilità e la funzionalità dei tessuti muscolari e fasciali;
  • la respirazione;
  • le abitudini posturali e motorie.

Il trattamento osteopatico della cervicalgia viene quindi personalizzato sulla base delle caratteristiche della persona, dei sintomi presenti e degli obiettivi condivisi.

Quali tecniche osteopatiche possono essere utilizzate per la cervicalgia?

Le tecniche manuali utilizzate dall’osteopata possono essere differenti e vengono scelte in base alla valutazione effettuata e alla tollerabilità della persona.

Possono comprendere, quando indicato:

  • mobilizzazioni articolari;
  • tecniche di trattamento dei tessuti molli;
  • tecniche miofasciali;
  • tecniche di stretching;
  • tecniche ad energia muscolare;
  • tecniche articolari e manipolative.

Non esiste quindi una tecnica “migliore” in assoluto: la scelta dipende dalla persona, dalla situazione clinica e dagli obiettivi del trattamento.

L’utilizzo delle tecniche manuali può essere inserito all’interno di un percorso più ampio che comprende anche educazione, movimento ed esercizio, quando appropriato.

Cervicalgia e respirazione: quale relazione?

Respirazione e movimento sono strettamente collegati.

Il diaframma toracico è il principale muscolo della respirazione e lavora in sinergia con la gabbia toracica e con numerose altre strutture muscolari.

In condizioni di maggiore richiesta respiratoria entrano in gioco anche i cosiddetti muscoli accessori della respirazione, alcuni dei quali si trovano nella regione cervicale e del cingolo scapolare.

In determinate situazioni, una respirazione caratterizzata da un eccessivo coinvolgimento della muscolatura accessoria può associarsi a una maggiore attività dei muscoli cervicali.

Per questo motivo, nell’ambito della valutazione osteopatica, può essere utile osservare anche la modalità respiratoria e la relazione tra respirazione, mobilità toracica e movimento cervicale.

Quando indicato, il percorso può comprendere semplici indicazioni per favorire una maggiore consapevolezza del respiro e del movimento.

Osteopatia, movimento e prevenzione del dolore cervicale

Il trattamento manuale rappresenta solo una parte del percorso.

La gestione della cervicalgia può essere favorita anche da una maggiore attenzione alle abitudini quotidiane, al movimento e alla gestione dei carichi.

In particolare, possono essere utili:

  • evitare di mantenere troppo a lungo la stessa posizione;
  • inserire pause attive durante il lavoro;
  • mantenere un’attività fisica regolare;
  • migliorare gradualmente mobilità e forza;
  • prestare attenzione all’organizzazione della postazione di lavoro;
  • imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo;
  • gestire in modo adeguato i carichi fisici e sportivi.

L’obiettivo non dovrebbe essere quello di evitare ogni movimento per paura del dolore, ma imparare progressivamente a muoversi in modo adeguato alle proprie capacità e alla propria condizione.

In conclusione

La cervicalgia può essere influenzata da numerosi fattori e non sempre il punto in cui sentiamo dolore coincide con l’unica area da considerare.

L’approccio osteopatico parte proprio da questa visione globale: ascoltare la persona, valutare il movimento e le relazioni tra i diversi distretti corporei e individuare, quando possibile, i fattori che possono contribuire al disturbo.

Il trattamento manuale, associato quando indicato a movimento, esercizio e corretta gestione delle abitudini quotidiane, può inserirsi all’interno di un percorso personalizzato finalizzato a migliorare la funzionalità e la qualità della vita.

Prendersi cura del proprio collo non significa soltanto trattare il dolore quando compare, ma imparare a conoscere il proprio corpo, muoverlo e gestire nel tempo i fattori che possono influenzare il proprio benessere.

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