Incontinenza Urinaria Femminile
A cura della Dott.ssa Schiavon Alessandra
IL PROBLEMA INVISIBILE
Le disfunzioni del pavimento pelvico sono una problematica molto comune in tutte le età e
rappresentano purtroppo un forte tabù sociale. Ad esempio l’incontinenza urinaria è
considerata la normalità per la maggior parte delle donne e rappresenta un problema
nascosto che impatta negativamente la qualità di vita, soprattutto dal punto di vista socio-
emotivo. Tale condizione è spesso sottovalutata e sottodiagnosticata, ma è essenziale che
venga riconosciuta e trattata in maniera adeguata.
L‘INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE
il 20% dei casi di incontinenza urinaria femminile riguarda le donne al di sotto dei 30 anni e
ben il 40% riguarda donne con età compresa tra i 30 e i 50 anni.
Incontinenza urinaria e prolasso degli organi pelvici sono spesso associati, e spesso hanno
come causa comune la debolezza dei muscoli pelvici.
Ma qual è il processo alla base di questi meccanismi? Spesso si fa riferimento
all’ ”invecchiamento” come principale responsabile, ma non è una risposta del tutto
corretta.
In questo articolo cercheremo di far chiarezza sulle principali cause e tipologie
dell’incontinenza urinaria e i prolassi degli organi pelvici e soprattutto, come si possono
prevenire e trattare.
I principali quadri di incontinenza urinaria sono tre:
● incontinenza da sforzo: perdite urinarie involontarie che avvengono durante colpi di
tosse, starnuti e sforzi in generale
● Incontinenza urinaria da urgenza: bisogno improvviso e incontenibile di urinare,
incapacità di posticipare lo stimolo della minzione
● Incontinenza urinaria da causa mista: compresenza di entrambi i quadri
sintomatologici precedenti.
Possiamo provare a utilizzare la “teoria della nave nel porto secco” (vedi immagine a fondo pagina) come metafora per spiegare il come avviene questa disfunzione.
Poniamo che l’utero e in generale gli organi pelvici siano come una nave ormeggiata al
porto. I legamenti che tengono in sede vescica utero e uretra (legamenti pubo-uretrali,
vescico-pelvici e uretropelvici; utero-sacrali e il legamento cardinale) possono essere
paragonato agli ormeggi e i muscoli del pavimento pelvico all’acqua che sostiene la nave.
Se l’acqua (il supporto muscolare del pavimento pelvico) viene meno, si pongono le
premesse per una lesione fascio-legamentosa (ormeggi), e la discesa della nave diviene
inevitabile (prolasso degli organi pelvici).
Dunque appare chiaro come tutte le situazioni di debolezza muscolare del pavimento
pelvico possano portare a sviluppare incontinenza urinaria o prolassi. Quali sono quindi
questi muscoli così essenziali per il benessere del pavimento pelvico femminile?
● Diaframma pelvico (muscoli ischio-coccigei e muscoli elevatori dell’ano). Sono tutti
muscoli innervati dal plesso pudendo e contraendosi agiscono come costrittori del
retto e nella femmina della vagina
● Muscolo sfintere esterno dell’ano
● Diaframma o trigono urogenitale
● Muscoli ischio-cavernosi e bulbo-cavernosi
● Muscoli trasversi superficiali del perineo
La perdita di funzionalità di questi muscoli può essere causata da alcuni fattori di rischio,
come:
● Gravidanza e parto ( a causa di una denervazione periferica e/o lesione muscolare/episiotomia)
● Menopausa (per una ridotta produzione ormonale)
● Fattori iatrogeni (isterectomia, chirurgia ano-rettale).
● Stipsi (aumentando ripetutamente la pressione intraddominale può indebolire le
strutture di supporto degli organi pelvici).
● Fumo, obesità, sovrappeso
● Disfunzioni osteoarticolari o lombosacrali
● Alterazioni di altri gruppi muscolari (addominali, stabilizzatori del tronco).
● Sesso ed età
● Attività sportiva (per aumento della pressione intraddominale)
Per quanto riguarda l’incontinenza urinaria, a seguito di una valutazione fisiatrica e
urologica e della formulazione di una diagnosi corretta, supportata da un esame clinico e
eventualmente completata anche con esami radiologici si formula un progetto riabilitativo
volto a migliorare la sintomatologia.
Solitamente tale progetto riabilitativo viene svolto da un’ostetrica o da un fisioterapista
specializzato in pavimento pelvico, e va integrato anche nella routine di allenamento fisico
generale della paziente (selezionando ad esempio esercizi che non aumentino
eccessivamente la pressione intraddominale).
L’esercizio terapeutico è l’approccio principale volto a migliorare la fisiologia del pavimento
pelvico e ristabilire una corretta funzionalità dello stesso.
Si tratta di un trattamento personalizzato basato su esercizi volti a migliorare la forza e la
resistenza dei muscoli pelvici e si articola in tre fasi:
● ACQUISIZIONE: attraverso un processo di consapevolezza la paziente apprende le
diverse capacità motorie del pavimento pelvico (contrazione, rilassamento, riposo).
● PERFEZIONAMENTO: si interviene specificatamente sui parametri muscolari alterati
(ipovalidità, iperattività, deficit di coordinazione)
● AUTOMATIZZAZIONE: Si trasferiscono le abilità acquisite nel setting terapeutico
nelle diverse situazioni di vita quotidiana in cui si presenta il sintomo, come ad
esempio imparare a “stringere” i muscoli del pavimento pelvico durante i momenti
di maggior probabilità di perdite urinarie (tossire, starnutire, piegarsi ecc)
Vi sono poi anche delle terapie fisiche spesso utilizzate come supporto dell’esercizio
terapeutico durante le sedute di riabilitazione dell’incontinenza urinaria, in particolare il
Biofeedback e la stimolazione elettrica funzionale.
Take home message: ogni forma di incontinenza urinaria merita un’adeguata valutazione
per un corretto approccio terapeutico personalizzato.
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