In diverse culture, già dai tempi più antichi, si pratica il digiuno.
Le modalità sono leggermente diverse, ma il principio è sempre lo stesso. Per un periodo più o meno lungo di tempo, si elimina o si riduce fortemente l’assunzione di cibo.
Il più famoso esempio di questo è forse il Ramadan, dove per un mese si digiuna fino alle nove di sera, senza nemmeno poter assumere acqua! E la cosa più incredibile, è che quel mese, per la cultura musulmana, è un mese di festa, non di sofferenza.
Ma non serve andare così lontano per trovare degli esempi di digiuno, anche nella religione cristiana è previsto un periodo di Quaresima, nelle settimane precedenti alle festività pasquali, dove non è necessario digiunare, ma si consiglia di assumere dei pasti moderati, da cui il detto “fare Quaresima”.
Visto che questa tradizione viene ripetuta in culture molto diverse fra di loro, ci si è chiesto se non ci fosse un vantaggio, in termini di sopravvivenza, nel praticare il digiuno. Ebbene, a quanto risulta da studi recenti, un vantaggio potrebbe esserci.
Quali sono i vantaggi del digiuno?
Prima di tutto, banalmente, si perde peso, e nello specifico massa grassa. Il tessuto adiposo infatti non è altro che un deposito di energia di riserva, da utilizzare proprio in situazioni come quella del digiuno. Ne è la prova che chi pratica digiuno, perde peso e cala la circonferenza addominale, oltre a migliorare i principali marker di salute, cioè glicemia, trigliceridi, colesterolo,…
I vantaggi sembrerebbero andare addirittura oltre, in particolare l’organismo apporta delle modificazioni a livello ormonale, mirate a conservare i tessuti, piuttosto che produrne di nuovi. Anche qui possiamo intuirne il motivo: se non c’è energia, perché “sprecarne” producendo ulteriore massa muscolare, piuttosto è meglio preservare i tessuti già esistenti. Questo è stato dimostrato poiché in persone che praticano digiuno, i livelli di testosterone e IGF – 1 (due ormoni che inducono lo sviluppo di massa magra) si abbassano, mentre si alzano i livelli di antiossidanti.
In parallelo all’azione antiossidante, avviene un fenomeno chiamato “autofagia”, cioè la “pulizia” dei tessuti e delle cellule morte, che potrebbero creare danno alle altre componenti vive.
Anche le funzioni neurologiche, come la memoria, migliorano, anche qui probabilmente per concentrare tutte le energie nella ricerca di cibo, considerato che la nostra storia ci ha portato ad essere preparati più alle carestie che agli eccessi di cibo.
Quali sono gli svantaggi del digiuno?
Non è però tutto oro ciò che luccica, esistono anche delle complicazioni nel praticare il digiuno.
Partiamo dalla più banale: è difficile stare a digiuno! Dobbiamo infatti andare contro il nostro istinto di sopravvivenza, il che ci porta a dover sopportare la fame, cosa che, se fossimo in un periodo di carestia, dove proprio non c’è cibo, sarebbe relativamente semplice, ma in un epoca in cui siamo sovrastimolati da cibi sfiziosissimi, diventa molto più complicato.
Inoltre esistono alcuni rischi a livello fisiologico:
- chi pratica un lavoro stressante, può subire dei cali di glicemia durante il digiuno, che possono portare anche allo svenimento, diventando un pericolo per sé stesso e per gli altri in alcune situazioni.
- il cibo permette di avere uno svuotamento della colecisti, un “sacchettino” presente sotto il fegato, che contiene la bile. La bile se non viene usata, aumenta il rischio di formare dei calcoli biliari, soprattutto in soggetti predisposti, i quali possono portare ad esempio a coliche molto dolorose.
- nei soggetti anziani, già inappetenti, ridurre ulteriormente l’apporto di proteine può portare ad un calo di massa muscolare, chiamato “sarcopenia”, che è correlato ad un aumento di osteoporosi e fratture e aumento della glicemia.
- nei soggetti a rischio, può indurre un disturbo alimentare, come anoressia o bulimia.
Come sfruttare i vantaggi del digiuno?
Considerati dunque questi rischi, esistono diverse modalità in cui praticare il digiuno.
- È possibile digiunare solo un giorno a settimana, magari quando si è a casa da lavoro, per evitare alcuni rischi sopra citati. Oppure si può digiunare solo in una parte della giornata, saltando uno o due pasti, praticando quello che viene definito come “digiuno intermittente”
- Di recente formulazione invece è la dieta “mima – digiuno” cioè una dieta che comprende solo l’assunzione di alimenti che non alterano eccessivamente il nostro organismo, facendolo stare in una sorta di digiuno, nonostante l’assunzione di cibo.
Alcuni alimenti previsti nella dieta mima digiuno sono la verdura a basso indice glicemico, la frutta secca, gli alimenti di origine animale a basso contenuto di grassi saturi (pesce, carne bianca,..) e così via.
Tuttavia se si desidera provare a praticare il digiuno, in qualsiasi forma, è sempre meglio essere seguiti da un professionista dell’alimentazione.
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